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FILASTROCCA IN ONORE DI SANTA PUPA.


Tu che salvi le creature

da colpi, botte o contusioni,

tagli, graffi, sbucciature,

piaghe, sfregi, escoriazioni,

può Natura che sovrasta

cieli, stelle, pur pianeti,

può Natura dire: “Basta!”

o far parola che ti vieti?

 

Tu che scampi i pupi buoni

da fratture ed accidenti,

dalla folgore dei tuoni,

danni, strappi, mancamenti,

spine, crucci e ammaccature;

chi può chiederti le prove

nel levar dubbi o paure,

a te che voli in ogni dove?

 

Che le prove sono chiare,

son negli occhi dei bimbetti

quando vai ad agguantare

le cadute dai muretti;

o nella bocca delle mamme

mentre corri per smorzare

il pericolo di fiamme

di ogni dolce focolare.

 

Santa Pupa che difendi

figli, pargoli e mocciosi

da scogli e trappole evidenti

o brutti scherzi perigliosi,

come mai nessun capisce

questo eterno tuo calvario,

e neanche si stupisce

dell’assenza in calendario?
 
 
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FILASTROCCA DI CARONTE.


Arriva Caronte

che lascia le impronte

del caldo africano

da Enna a Milano.

Coprirsi per bene

di certo conviene,

mangiare la frutta,

mangiarsela tutta.

Poi acqua da bere,

due litri e un bicchiere,

maglietta e cappello

altrimenti l’ombrello.

Se il caldo combatto

io esco alle quattro,

e non gioco a pallone

dove c’è il solleone.

Se suda il mio corpo

mi asciugo e m’accorpo

le forze restanti

con gelati abbondanti.

Se poi devo uscire

e non voglio arrostire,

di Nivea che uso

ne faccio un abuso.

Sto fermo, sto calmo,

la crema mi spalmo,

mi asciugo la fronte

e inganno Caronte!


 

 
 
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